IPERCOLESTEROLEMIA E ALIMENTAZIONE

Benessere / Consigli / Nutrizione / Salute / Stile di vita, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , 13 ottobre 2018

Cos’è il colesterolo? È un composto organico del nostro organismo e svolge diverse funzioni. È un componente della membrana cellulare importante in quanto regola permeabilità e fluidità. Inoltre, è il precursore della vitamina D e degli ormoni steroidei (testosterone, progesterone, cortisolo, estradiolo e sali biliari). Quindi, il colesterolo svolge un ruolo fondamentale per il benessere fisico, ma un aumento della sua concentrazione nel sangue rappresenta un fattore di rischio per l’insorgenza di malattie cardiovascolari.

Perché il colesterolo si alza? L’alimentazione rappresenta una causa che può favorire la crescita del colesterolo, ma NON è la determinante principale. Infatti, se l’apporto giornaliero di colesterolo risulta elevato, la colesterolemia aumenta lievemente. Questo perché nell’organismo si attiva un meccanismo che cerca di mantenere l’equilibrio interno: il corpo diminuisce il ritmo di sintesi endogena e si autoregola. TUTTAVIA, ciò non significa che ci possiamo dimenticare dell’alimentazione, anzi! Oltre ad apportare colesterolo, una dieta errata può apportare anche eccessivi grassi saturi, che influiscono negativamente sulla colesterolemia, aumentandola. Invece, un’alimentazione equilibrata e povera di grassi saturi e zuccheri gioca un ruolo favorevole nel contenimento del colesterolo. E di fatti, in caso di ipercolesterolemia, il primo approccio correttivo riguarda sicuramente quello dietetico.

Obiettivi della terapia nutrizionale:

  • normalizzazione del peso corporeo e della circonferenza addominale
  • riduzione dell’apporto di grassi saturi e del colesterolo
  • introduzione di alimenti ad effetto ipocolesterolemizzante

ALIMENTI DA EVITARE O LIMITARE

  • Grassi animali: burro, lardo, strutto, panna
  • Pane confezionato con burro o strutto
  • Frattaglie (fegato, cervello, reni, rognone, cuore)
  • Insaccati come salame, mortadella, coppa e pancetta; parti grasse delle carni
  • Maionese e altre salse elaborate
  • Superalcolici
  • Formaggi grassi
  • Molluschi e crostacei(seppie, polipi, gamberi, ostriche, vongole, cozze, ecc.)
  • Prodotti da forno confezionati, soprattutto merendine

ALIMENTI DA PREFERIRE

  • Pane, pasta e cereali integrali; avena, orzo, farro
  • Legumi, almeno 2 volte alla settimana
  • Pesce: alici, sgombro, salmone, merluzzo, trota e sardine (2-3 volte/settimana)
  • Carne magra e privata del grasso visibile e senza pelle (2 volte/settimana)
  • Affettati come prosciutto cotto, crudo, speck (senza grasso) e bresaola (1 volta/settimana)
  • Latte e yogurt, preferibilmente parzialmente scremati
  • Formaggi freschi (1 volta/settimana)
  • Olii vegetali come l’olio extravergine d’oliva o l’olio monoseme (soia, girasole, mais, arachidi)
  • Noci e frutta secca
  • Verdura e frutta (almeno 4 porzioni al giorno!)

E le uova? Le uova NON vanno bandite dalla tavola perché, in realtà, è solo il tuorlo a contenere colesterolo. Quindi, le uova possono essere consumate, senza superare le 2-3 uova intere/settimana.

Tra gli alimenti ad effetto ipocolesterolemizzante, vi sono:

  • La crusca d’avena, la quale favorisce l’assorbimento dei grassi e quindi riduce i valori di colesterolo nel sangue.
  • Il riso rosso fermentato per la suo struttura chimica simile alla lovastatina, il principio attivo di un farmaco impiegato nel trattamento dell’ipercolesterolemia. L’attività ipolipemizzante del riso rosso fermentato sembra essere addirittura maggiore rispetto a quella della lovastatina, probabilmente per la sua attività sinergica che si forma tra i vari costituenti del riso.
  • La lecitina di soia, ottenuta dalla lavorazione della soia. È ricca di omega-3, omega-6 e minerali. Le sue proprietà emulsionanti hanno un effetto ipocolesterolemizzante (favorendo il passaggio di colesterolo dal sangue al fegato).

INOLTRE, da non dimenticare è l’attività fisica, capace di aumentare i livelli di colesterolo buono (HDL). L’attività fisica consigliata per ottenere buoni risultati è quella ad intensità moderata (camminata di buon passo, bicicletta, ginnastica aerobica) per 40 minuti almeno 5 giorni/settimana, oppure quella intensa (jogging, nuoto, tennis) per 30 minuti almeno 3 volte/settimana.